Guido Bellemo

Guido Bellemo

Immagine: Università Ca' Foscari Venezia

Nome: 
Guido
Cognome: 
Bellemo
Nome di battaglia: 
Prete
Luogo di nascita: 
Venezia
Data di nascita:
27
8
1918
Professione: 
Luogo di morte: 
Prese del Cansiglio
Provincia/Stato morte: 
Belluno
Data di morte:
31
8
1944
Note biografiche: 

Guido Bellemo nacque a Venezia il 27 agosto 1918 da Carlo ed Elvira Rubini. Si iscrisse presto al circolo della Gioventù italiana di Azione cattolica dei Carmini, come era chiamata Santa Maria del Carmine della diocesi lagunare, che all’epoca aveva come parroco mons. Augusto Gianfranceschi. L’appartenenza associativa si intensificò fino ad assumere la presidenza del circolo. Dopo la scuola media, B. frequentò l’Istituto tecnico commerciale «Paolo Sarpi», conseguendo il diploma nel 1939 insieme a Gino Pizzolotto, per poi iscriversi al Regio Istituto superiore di Economia e commercio, sempre a Venezia. Trovò impiego presso il Banco di Napoli. Nell’agosto del 1942 fu chiamato al servizio di leva e inviato a Merano, dove rimase fino al gennaio del 1943. Dopo la frequenza della Scuola allievi ufficiali a Bassano del Grappa, che non ebbe esito positivo, fu trasferito a Gorizia e poi a Tolmino. In seguito all’armistizio dell’8 settembre, ritornò a Venezia e riprese gli studi. Frequentando la famiglia Pizzolotto, nel 1944 si fidanzò con la figlia di casa, Valeria, mentre suo fratello e amico Gino optò per la Repubblica sociale italiana. Posto di fronte alla scelta, B. aderì alla Resistenza e si impegnò in azioni di propaganda e di recupero di armi in città. Il 25 giugno 1944 partì per l’Alpago, aggregandosi alla brigata Garibaldi. Wladimiro Dorigo, socio del circolo dei Carmini, annotò sull’agenda: «Guido è andato. È partito stamattina per le montagne, dove andrà a servire l’ideale nostro altissimo sotto le bandiere partigiane. Mi ha affidato l’incarico del nostro gruppo... prego il Signore che la guerra finisca presto e Guido possa ritornare vittorioso». Con il nome di «prete», evidentemente collegato alla formazione cattolica, prese parte alle azioni militari compiute in questo periodo, divenendo commissario del battaglione «Piave» della divisione «Nino Nannetti». Secondo la relazione stesa dal comando della divisione d’assalto, nel corso di un «attacco in grande stile» delle truppe tedesche, lo «schieramento del Cansiglio veniva contemporaneamente attaccato da tre punti diversi: Prese, Boscadel e La Mar.  Il nemico iniziava le puntate d’assaggio nei nostri confronti e tendeva a tener impegnate le nostre forze, onde non potessimo in qualche modo inviare aiuti alle Brigate attaccate fuori zona». Nell’offensiva, il 31 agosto 1944 B. rimase colpito a Prese del Cansiglio, morendo con il rosario in mano. Il rettore Gino Luzzatto dell’Università Ca’ Foscari nel 1947 gli conferì la laurea honoris causa in Economia e commercio. L’associazione parrocchiale dei Carmini di Venezia fu intitolata a suo nome. Il 3 ottobre 1952 gli fu conferita la croce di guerra al valor militare alla memoria.

Fonti e bibliografia: 
  • Giovanni Vian, Fedeltà alla Chiesa e servizio alla Patria nella tragedia di due amici fra Resistenza e RSI: Guido Bellemo e Gino Pizzolotto, in B. Bertoli (a cura di), La Resistenza e i cattolici veneziani, Studium cattolico veneziano, Venezia 1996, pp. 57-100.