Marcello Spicola nacque a Torino il 19 maggio del 1927 da Cesare ed Eleonora Bianco. Trascorsa la giovinezza nella città natale, ben presto la famiglia dovette trasferirsi a Cuneo dove S., nel corso del tempo, ebbe modo di attendere agli studi elementari e medi. Terminato il percorso scolastico, per aiutare le modeste finanze familiari, venne assunto come operaio in una azienda locale di idraulica. A seguito del trasferimento, inoltre, il giovane volle iscriversi al locale circolo Giac «Guido Corti», animato dall’assistente don Arturo Munari – che diverrà nel dopoguerra il suo primo biografo –, prima come aspirante e successivamente come socio effettivo. Distintosi per serietà e dedizione nelle attività dell’associazione e a causa dell’impegno sotto le armi di molti dei soci più grandi, nel periodo del conflitto mondiale venne designato nella carica di presidente del circolo giovanile parrocchiale.
Nel corso del settembre del 1943 S., allora sedicenne, fu raggiunto dalla notizia della firma dell’armistizio di Cassibile, che poneva fine alle ostilità con le forze angloamericane ma lasciava aperto il nodo circa i rapporti da tenere con l’ex alleato germanico già presente con le proprie truppe nel territorio nazionale. Il giovane, pur potendo vantare una posizione di relativa tranquillità visto che i bandi emanati dalla Rsi non arrivarono mai a comprendere i nati nel 1927, si mostrò ben presto desideroso di raggiungere il padre che già nei giorni successivi all’8 settembre si era inserito nella 1ª divisione Gl in Valle Stura. Nel marzo del 1944, quindi, cominciò a interessere numerosi contatti con i responsabili del movimento resistenziale, per avere l’opportunità di unirsi alle formazioni partigiane che già da qualche tempo erano attive in Piemonte per avversare l’occupazione nazifascista e l’attività della Repubblica di Salò.
Solo nel settembre del 1944, però, S. ebbe modo di dar seguito alla sua determinazione e di inserirsi tra le fila della 3ª divisione Alpi delle formazioni autonome Rinnovamento, comandata dall’ex sottotenente degli alpini Piero Cosa, che operava particolarmente nella Valle Pesio. Dopo un periodo trascorso nella banda, caratterizzato da efficaci azioni di guerriglia contro gli occupanti ma anche da continue riorganizzazioni della formazione causate dalle operazioni di rastrellamento condotte dai nazifascisti, S. partecipò alle giornate che portarono al ritiro delle truppe tedesche da tutti i centri del Cuneese prima dell’arrivo degli Alleati. Fu proprio durante gli scontri che caratterizzarono la liberazione della città piemontese, però, che egli fu seriamente ferito a una gamba durante uno scontro a fuoco. Nei mesi successivi al termine del conflitto S. non riuscì a riprendersi e l’11 giugno morì.
Alla sua memoria, nell’agosto successivo, il circolo Giac del quale era stato socio e presidente assunse il suo nome e divenne dunque associazione «Marcello Spicola».