Presentazione

L'Azione Cattolica e la Resistenza
Manifesto dell'Azione cattolica 
sulla Resistenza

Per il 75° anniversario della Resistenza, l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI presenta la banca dati del progetto Biografie Resistenti. Il lavoro, in continua opera di aggiornamento, ha previsto una prima fase di censimento di soci, socie e assistenti di Azione cattolica che hanno partecipato attivamente e in vario modo alla lotta di liberazione nazionale e, successivamente, la schedatura dei nominativi individuati attraverso la descrizione dei dati biografici essenziali. Ogni profilo così delineato, quindi, è stato integrato con la fotografia del personaggio, le indicazioni utili per l’approfondimento e, quando presente, la motivazione della decorazione ottenuta. Al momento la banca dati contiene principalmente figure decorate con medaglia d’oro al valore civile e militare, ma il progetto prevede l’individuazione e la schedatura di tutti i profili indicati.

Se è vero, come più volte richiamato nella letteratura riguardante la partecipazione dei cattolici alla Resistenza, che il numero di soci e assistenti di Ac che si spesero attivamente nella lotta partigiana e che persero la vita nel corso dei mesi di occupazione nazifascista deve essere considerato di assoluto valore, allo stesso modo bisogna osservare come i caratteri di questa presenza siano di difficile comprensione se si prescinde da una più ampia analisi quantitativa e comparativa alla quale questa banca dati tenta di dare il proprio contributo. Con questo progetto, infatti, si è tentato non solo di dare un volto a tanti profili di soci e socie che si spesero tra le fila del movimento resistenziale, provando a riscoprire tante storie dimenticate che fanno parte della memoria dell’Azione cattolica, ma anche di rispondere in maniera critica alla sollecitazione di quanti ricercano un quadro il più organico possibile di quella che fu la risposta dei militanti agli eventi che seguirono la firma dell’armistizio di Cassibile.

Come dimostrano cifre e testimonianze raccolte nella documentazione archivistica, i morti dell’Ac nella Resistenza – tra laici e ecclesiastici – furono 1.481: tra essi si contano 112 medaglie d’oro, 384 medaglie d’argento, 358 medaglie di bronzo [Isacem, Fondo Righini, b. 26, fasc. 4; M. Casella, L’Azione cattolica alla caduta del fascismo. Attività e progetti per il dopoguerra (1942-45), Studium, Roma 1984, p. 95], alle quali bisogna aggiungere un numero non definito di altre onorificenze militari e il titolo di «giusto fra le nazioni». A questi vanno inoltre sommati tutti quelli che, pur non ottenendo un’onorificenza, parteciparono alla lotta contro l’occupante come combattenti, staffette, cappellani militari o membri dei Comitati di liberazione nazionale locali.

In questi numeri vi è racchiuso in verità un orizzonte abbastanza composito fatto di scelte, motivazioni e contingenze molto diverse tra di loro, che portarono alla decisione di opporsi al nazifascismo con delle valutazioni che avevano, tra le altre, conseguenze di tipo etico, morale e spirituale. Fu per questo che tra i resistenti legati all’associazionismo cattolico – «Ribelli per amore», come li avrebbe iconicamente definiti Teresio Olivelli – vi furono quelli che parteciparono alla Resistenza perché antifascisti di lungo corso, quelli che si considerarono ancora legati al giuramento fatto al re quale legittimo capo dello Stato, i giovani che cercarono di scappare dai bandi di reclutamento della Rsi, quanti si ritrovarono internati nei campi in Germania perché rifiutarono di servire nell’esercito tedesco, quelli che furono sospinti dalla volontà di aiutare ebrei e ricercati, gli assistenti che non vollero lasciare i soci legati ai circoli dell’Ac e persino quanti, rifiutandosi di imbracciare il fucile, decisero di condurre un’azione di opposizione non armata. Molti di questi, peraltro, trovarono nelle sedi di Ac dei validi punti di riferimento per la loro attività clandestina.

Per questo motivo, visto il carattere di sviluppo in itinere di questo progetto e la varietà di storie e racconti, è possibile contribuire alla ricerca attraverso la segnalazione di soci di Ac che parteciparono alla Resistenza e che non trovano ancora collocazione all’interno della banca dati. In questo senso, un grosso apporto può essere dato attraverso il reperimento di informazioni e la compilazione di schede che, organizzate come quelle già presenti, troveranno posto all’interno del database. Per inviare un profilo o per segnalare imprecisioni o integrazioni su quanto già presente inviare una mail all’indirizzo info@isacem.it.

Nelle diverse fasi che hanno portato alla realizzazione di questo lavoro si è tenuto conto del materiale archivistico e bibliografico raccolto nel tempo e conservato presso l’Isacem. In particolar modo, si è fatto riferimento all’albo di gloria dei caduti e decorati della lotta di liberazione e alle biografie di esponenti del movimento cattolico redatti da Piercostante Righini e presenti nel suo fondo archivistico presso l’Istituto; oltremodo utile si è rivelato anche il Martirologio del clero italiano, edito a cura dell’Azione cattolica italiana nel 1963. Successivamente, si è allargato il campo ad archivi appartenenti a diverse istituzioni nazionali, libri, articoli e contributi di diverso genere. Al termine di ogni profilo si è provveduto a indicare, quando possibile, una breve bibliografia essenziale inerente al personaggio e la provenienza delle fonti utilizzate. Infine, per permettere al lettore di orientarsi nel panorama aperto dalle schede compilate, si sono inseriti al margine destro della pagina alcuni rimandi utili a creare collegamenti e interconnessioni tra quanti condivisero particolari tratti nella loro vicenda biografica come, ad esempio, la medesima appartenenza a un determinato ramo dell’Ac o la militanza in un certo partito politico.