Borgna Luigi

Luigi Borgna
Immagine: Luigi Borgna, Anni di scelte, anni di lotte, Cuneo 1991
Nome: Luigi
Cognome: Borgna
Nome di battaglia: Rocco
Luogo di nascita: Mondovì
Provincia/stato: Cuneo
Data di nascita: 10/10/1923
Luogo di morte: Borgo San Dalmazzo
Provincia/Stato morte: Cuneo
Data di morte: 02/02/2016
Ramo di Azione cattolica:

Sommario

Note biografiche

Luigi Borgna nacque a Mondovì, in provincia di Cuneo, il 10 ottobre del 1923 da Pietro e Caterina Somà. Cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche – il padre era un operaio, invalido della I Guerra mondiale – fin da giovanissimo frequentò con assiduità gli ambienti dell’oratorio della parrocchia del suo paese natale. Appena ne ebbe la possibilità, inoltre, decise di iscriversi al circolo della Giac «Fides», animato dall’allora assistente don Giuseppe Bruno che, dopo l’8 settembre, sarebbe stato protagonista della lotta di liberazione dal nazifascismo nel monregalese.

Dopo aver terminato le scuole elementari, compiuto l’undicesimo anno di età B. fu costretto a lasciare la scuola per contribuire alle difficili finanze familiari. Trovato un lavoro come apprendista in una fabbrica del luogo, dopo appena due anni passò alla locale ditta delle Ceramiche Besio.

Nel 1943, a vent’anni, il giovane venne richiamato per assolvere gli obblighi di leva e prestare servizio sotto le armi. Arruolato nel corpo della Regia marina, fu destinato alla base navale di La Spezia per un periodo di formazione militare. Dopo diversi spostamenti causati dai duri bombardamenti alleati sulla penisola, B. fece ritorno nella città ligure dove venne raggiunto dalla notizia della caduta del regime fascista e, successivamente, da quella della ratifica dell’armistizio di Cassibile che poneva ufficialmente fine alle ostilità con le truppe angloamericane. Vista l’ambiguità delle direttive dei comandi militari e la successiva occupazione tedesca di gran parte dell’Italia centrosettentrionale, il giovane abbandonò il proprio posto per non essere internato in Germania e decise di far ritorno presso l’abitazione familiare a Mondovì per ricongiungersi con i suoi genitori.

Cominciato il suo viaggio, venne in breve tempo denunciato da un delatore e il suo nome fu inserito tra il novero dei ricercati come renitente alla leva. Impossibilitato dunque a far ritorno a casa, egli decise di prendere contatti con il movimento resistenziale che andava organizzandosi in Val Casotto. Spostatosi per un breve periodo a Savona, fece ritorno nel monregalese dove volle comunque confermare la sua scelta di campo.

Assunto in una ditta locale come carrettiere, egli poté intessere relazioni con le formazioni autonome «Rinnovamento» e, soprattutto, con alcuni esponenti di spicco del Partito comunista clandestino. Attraverso la copertura del proprio lavoro, B. poté per diverso tempo distribuire viveri e armi alle brigate e impegnarsi nell’opera di propaganda verso la popolazione attraverso la distribuzione di volantini e l’affissione di manifesti. In questo fervore di attività, però, il giovane venne ben presto individuato dagli apparati di controllo della Repubblica sociale e, nel corso di una vastissima operazione di rastrellamento condotta dai nazifascisti nel dicembre del 1944, raggiunto e posto in stato di arresto. Condotto a Cuneo nelle prigioni gestite dai tedeschi, venne rilasciato perché le prove contro di lui si rivelarono del tutto insufficienti. Pur in una posizione di incertezza, decise nuovamente di raggiungere le brigate «R» in Valle Maudagna e di assumere il nome di battaglia di «Rocco». Dopo soli due mesi passò alla 14ª brigata Garibaldi operante in Valle Corsaglia e Val di Pesio, riuscendo peraltro a partecipare alle operazioni che portarono alla liberazione di Mondovì.

Nel dopoguerra si iscrisse al Pci, dedicandosi con costanza e abnegazione all’attività sindacale nella Cgil e nell’Alleanza dei contadini, divenendo anche segretario della Camera del lavoro di Cuneo. Nel 1951, dopo un comizio tenuto a Ruffia, venne arresto per aver pubblicamente sostenuto e difeso l’obiezione di coscienza di alcuni giovani che non volevano presentarsi alle armi. Alla fine del processo si vide condannato a un anno e due settimane di detenzione, ridotti successivamente in appello. Terminato il periodo di detenzione, B. si trasferì a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, dove fu a lungo consigliere comunale e provinciale. In questa città morì il 2 febbraio del 2016.

Fonti e bibliografia

  • Luigi Borgna, Anni di scelte, anni di lotte, L’Arciere, Cuneo 1991.
  • Luigi Borgna, Lotte e memorie di Langa, Araba Felice, Boves 2002.

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